Con l'avvicinarsi della Pasqua, il concetto di "uovo a sorpresa" esce dai confini dolciari per approdare nell'automotive. Quello degli "Easter Egg" automobilistici è ormai un fenomeno consolidato: non si tratta di semplici vezzi estetici, ma di messaggi cifrati, tributi storici o piccole chicche che i progettisti nascondono tra le plastiche e i software, sfidando i proprietari a trovarli.
Questa pratica, nata quasi per caso, è oggi una strategia di marketing raffinata, che mira a creare una complicità esclusiva tra veicoli e utente.
La leggenda dello squalo Opel
La storia più celebre e longeva riguarda lo squalo di casa Opel, una tradizione ormai ventennalei. Tutto ebbe inizio nel 2004, quando il designer Dietmar Finger stava lavorando ai disegni per la struttura del cassetto portaoggetti della Corsa. Mentre cercava di dare forma alle nervature di rinforzo della plastica, suo figlio, osservando i bozzetti sopra, suggerì che quelle linee somigliassero molto a uno squalo. Finger accolse l'associazione fatta dal figlio con entusiasmo, inserendo il disegno stilizzato del predatore marino nel suo disegno finale. Da allora, lo squalo è diventato un'icona silenziosa del marchio Opel, migrando tra portabicchieri, vani portaoggetti e rivestimenti interni di quasi ogni modello della gamma, trasformando ogni nuova uscita in una vera e propria caccia al tesoro, anzi in una caccia allo squalo, per i fan più attenti.









