Uova di Pasqua edizione 2026 con sorpresa. No, non quella solita che si trova all'interno dal pupazzetto allo sbrillocco di bigiotteria e dintorni. A sorprendere (ma neanche poi tanto) chi va al supermercato a comprare il simbolo della festa, che quest'anno si celebra domenica 5 aprile rinascita, ci pensano non solo i prezzi, inesorabilmente aumentati, ma anche le confezioni più ridotte. Come dire: più care e più piccole.
Sul primo punto un'analisi di Codacons sull'andamento dei prezzi al dettaglio dei dolci pasquali nel 2026 rivela che un uovo di cioccolato industriale ora può arrivare a 77 euro al chilo, contro i 70 del 2025. Ma non finisce qui, dicevamo. La vera sorpresa è la grandezza delle uova che si rimpiccioliscono pur rimanendo allo stesso prezzo, o costando addirittura di più.
Il fenomeno della shrinkflation
È (ancora) la shrinkflation. Da tempo non si riesce a far nulla contro questa pratica che gioca su grandezze minori dei prodotti senza abbinarci prezzi più bassi. Il termine deriva dall'inglese shrink che significa rimpicciolire e inflation, inflazione. In italiano si traduce in sgrammatura, o riporzionamento.
Una pratica che è tuttora legale e che più volte le associazioni di consumatori sia in Italia che all'estero hanno cercato, senza successo, di arginare.










