La caccia allo squalo è aperta. Sulla vostra (futura) Opel. Potete cercarlo ovunque, nei vani portaoggetti, nel portabagagli, sui particolari della carrozzeria, nelle mille sfaccettature dei sedili.

Chissà dove le menti di Rüsselsheim hanno deciso di nascondere l’icona del predatore dei mari. Modelli di tantissimi marchi hanno «giochini» di questo genere, chiamati in gergo «Easter eggs», uova di Pasqua, con riferimento al regalino che ogni automobilista ha desiderato in qualità di ex bimbo. E proprio la semplicità della mente di un bimbo ha avviato questa tradizione in Opel.

Anno 2004, il designer Dietmar Finger lavorava a uno schizzo della Corsa D e si era incagliato sul pannello esterno del cassetto portaoggetti, stabilizzato da costole integrate nella superficie in plastica. «Perché non disegni uno squalo?», disse il figlio. Semplicità, genio e follia tutto insieme.

Da allora, tutte le Opel hanno squali nascosti, per scatenare la caccia al tesoro degli acquirenti. Non fa eccezione la Astra Sports Tourer. Piccolo spoiler: date un’occhiata al portabagagli. Ma, acqua in bocca, mi raccomando.

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