Da caseus, cacio, arriva il nome vezzeggiativo per il pane arricchito da formaggi, uova e salumi che impreziosisce le tavole pasquali. Dalla tradizione campana, il casatiello ha conquistato tutta Italia per la ricchezza del suo sapore. Non è però banale da preparare in casa, anche avvalendosi dell’aiuto di una planetaria e armandosi di tempo e pazienza per le lievitazioni. Il Gusto ha chiesto la ricetta ad Andrea Roscioli, delfino del Forno Roscioli all’Esquilino. “Lavoro ufficialmente al forno di famiglia da tredici anni, ma in realtà ci sto da quando ero bambino – esordisce così, raggiunto al telefono tra una sfornata di colombe e un stesa per la pizza –. Studiavo quando un fornaio ebbe un incidente e dovette allontanarsi dal lavoro, così mi sono messo ad aiutare. Ma questo lavoro mi ha stregato del tutto, e ho lasciato gli studi”.
Andrea Roscioli
Una tradizione di famiglia e un nome che in città profuma di pane, pizza e dolci da forno. Andrea ha le mani sporche di farina da quando era un bambino: “La nostra gavetta, quella di tutti i Roscioli, inizia nel laboratorio. Ma quando sono arrivato ufficialmente al forno mi mancava il rapporto con il pubblico, il servizio al banco – ci racconta –. È stato un obbligo da parte del boss, poi ho subito capito che per coniugare i bisogni dei clienti con il lavoro del laboratorio bisogna conoscere tutti e due i fronti, aver compreso le esigenze di entrambe”. Il boss come lo chiama lui è il padre Pietro, ancora ben presente al forno e in negozio dove le due generazioni si integrano e confrontano: “Siamo in conflitto ogni mattina, credo sia una caratteristica delle imprese familiari – ammette Andrea –. Il cambio di direzione c’è ma non è un cambio netto, è un’evoluzione e integrazione”.











