"I veri professionisti siamo noi, gareggiamo e vinciamo per la maglia e il nostro Paese, guardando i giocatori milionari fare brutte figure”: Irma Testa risponde così al presidente della federcalcio Gabriele Gravina, che commentando la mancata qualificazione dell’Italia ai Mondiali, la terza consecutiva, ha definito il calcio come uno "sport professionistico", mentre "gli altri sono sport dilettantistici". La pugile azzurra, la prima a vincere una medaglia alle Olimpiadi, non ha digerito affatto le parole di Gravina, e ha affidato alle storie su Instagram un duro sfogo: "Mi alleno più di un calciatore, guadagnando meno dei loro cuochi o delle loro tate. Nonostante questo quando perdo (quelle poche volte) sento il peso di un'intera Nazione che comunque non mi chiede niente perché impegnata a guardare il calcio. Forza Italia, la pasta e Toto Cutugno”.

A dire la sua è stato anche Pietro Sighel, oro nello short track alle ultime Olimpiadi di Milano Cortina, che sul suo profilo Instagram ha postato il video con le parole di Gravina e, ironicamente, ha commentato: “Se può aiutare qualche calciatore, mi metto a disposizione per fare cambio”. Uguale Tommaso Giacomel, argento nel biathlon ai Giochi: “Se il calcio è professionismo, allora Sinner è un amatore. Avanti così”.