La generazione Z non ha ancora visto l'Italia giocare i Mondiali di calcio e non li vedrà neanche stavolta, ma almeno negli ultimi anni si è consolata con i successi di giovani campioni come Jannik Sinner, Kimi Antonelli o Mattia Furlani, senza dimenticare leggende come Jimbo Tamberi, Marcell Jacobs o Federica Brignone, che hanno regalato emozioni uniche con le loro vittorie. Successi fatti di sacrificio, dedizione e tanta passione, e che rivendicano nel commentare duramente le parole del presidente della Figc Gabriele Gravina dopo Bosnia-Italia, secondo cui c'è differenza tra il calcio sport professionistico e altre discipline da lui definite dilettantistiche.
Italia senza Mondiale: pressioni per far dimettere Gravina, Abodi lo scarica. Gattuso verso l’addio da ct
Un coro unanime in risposta al numero 1 di via Allegri, accusato di mancanza di rispetto nei confronti di autentiche icone del nostro sport. «Dispiace vedere quello che dice Gravina, ho visto spezzoni. Io quando perdo penso a me stesso e faccio un'analisi di quello che sbaglio io e che faccio io, senza buttare in mezzo altri. Secondo me è un'arma a doppio taglio, ti va poi contro. Il senso della discussione è cercare di trovare un modo per far migliorare il calcio italiano», ha detto a LaPresse l'olimpionico del nuoto, Gregorio Paltrinieri.













