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Ultimo aggiornamento: 13:15

L’estrema partita di San Siro non è finita il 1° ottobre 2025, con l’atto di vendita di stadio e aree a Milan e Inter da parte del Comune di Milano. Ora ci sono i tempi di recupero e gli arbitri hanno chiesto l’intervento del Var, per verificare la regolarità dell’operazione. Nella mattina del 31 marzo 2026 la Guardia di finanza ha perquisito gli uffici del Comune, di M-I Stadio (la società di Milan e Inter che gestisce il Meazza) e le abitazioni e gli uffici di alcuni amministratori e manager indagati nell’ipotesi che il bando di vendita sia stato costruito su misura per Milan e Inter.

I nove indagati, per turbativa e rivelazioni di segreto, sono alcuni dei protagonisti del “Sistema Milano”, da tempo sotto inchiesta da parte della Procura: il direttore generale del Comune e braccio destro del sindaco Giuseppe Sala, Christian Malangone; il responsabile unico del procedimento di vendita e poi assessore all’urbanistica (2021-2025), Giancarlo Tancredi; la direttrice della pianificazione del Comune, Simona Collarini; l’ex assessore all’Urbanistica e vicesindaco di Giuliano Pisapia (2011-2015) poi diventata consulente dell’Inter per l’affare dello stadio, l’avvocato Ada Lucia De Cesaris. Indagati anche i consulenti del Milan, Giuseppe Bonomi e Marta Spaini, dell’Inter, Fabrizio Grena, e due manager dei nerazzurri, l’amministratore delegato (2018-2025) Alessandro Antonello e il procuratore Mark Van Huuksloot.