Ieri alle 11.35 Inter e Milan hanno messo la firma sull’atto che certifica il passaggio di proprietà dal Comune ai club di San Siro e delle aree limitrofe per 197 milioni, a cui ne andranno detratti 22 per il rifacimento del tunnel Patroclo e per le bonifiche dei terreni. Una corsa contro il tempo: lunedì 10 novembre sarebbe scattato il vincolo architettonico sul secondo anello che avrebbe reso impossibile abbattere l’attuale Meazza. Una giornata storica, segnata però dall’apertura di un’indagine da parte della Procura di Milano per «turbata libertà del procedimento di scelta del contraente».

Cosa succede ora

Alle 7 del mattino negli uffici del notaio Zabban, a due passi dal Castello Sforzesco, sono arrivati per il Milan il presidente Scaroni, il Cfo Cocirio e il direttore amministrativo e finanziario Guidotti Mori, per l’Inter la consigliera Ralph e il Chief of Staff Catanese, per il Comune i dirigenti Brandodoro, Francesca e Lendaro. Inter e Milan hanno versato la prima tranche da circa 100 milioni (73 oltre a 18 come conguaglio per un debito pregresso verso il Comune, più Iva) insieme alle fideiussioni a garanzia dell’intera operazione. «Ci auguriamo di avere lo stadio per il 2031», ha detto Scaroni. La Legge Stadi prevede ora una conferenza dei Servizi a cui parteciperanno tutti gli enti coinvolti, che approverà entro 90 giorni il piano di fattibilità tecnico-economica prodotto dalle squadre. Poi dovrà essere presentato il piano attuativo, il disegno di come diventeranno le aree attorno al nuovo impianto, a cui dovrà dare l’ok la giunta comunale.