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30 SETTEMBRE 2025

Ultimo aggiornamento: 13:28

Sono passati esattamente 6 anni da quando Inter e Milan presentarono per la prima volta i loro progetti per un nuovo stadio. Ora è arrivata la svolta che i loro proprietari, i fondi americani Oaktree e Redbird, tanto agognavano: poco prima dell’alba di martedì 30 settembre 2025 il Consiglio comunale di Milano ha approvato la delibera che svende l’intera area di San Siro, con all’interno il Meazza, ai due club per la cifra di 197 milioni di euro. Adesso, quindi, cosa succede? Può partire la macchina della gigantesca operazione immobiliare privata che i fondi Usa hanno in mente. Il primo vero ostacolo però riguarda la tempistica: il rogito che ufficializza la compravendita dell’area da 280mila metri quadrati (al prezzo-miracolo di 440 euro al metro quadro) deve essere completato entro poco più di un mese, ovvero prima che scatti il vincolo ella Soprintendenza sul secondo anello.

Superato il 10 novembre, lo storico stadio Meazza non potrebbe più essere abbattuto. Il paradosso è che, superata questa data, il “vecchio” Meazza – bollato dai club come un impianto vecchio e inadeguato, che hanno smesso di prendersene cura da anni – rimarrà in piedi almeno per altri sei anni. La sua demolizione quasi totale è infatti prevista solo dopo la costruzione del nuovo impianto. Così Inter e Milan potranno giocare nell’impianto storico fino a quando non sarà pronto quello nuovo. I lavori cominceranno nel 2027, dopo che San Siro avrà ospitato anche la cerimonia d’apertura dei Giochi invernali di Milano-Cortina 2026 (ma non era vecchio?). Sempre che nel frattempo i ricorsi legali che sicuramente verranno presentati dai comitati oppositori non abbiano sortito qualche effetto. E senza dimenticare le possibili inchieste della Corte dei Conti e della Procura di Milano, che già nei tanti fascicoli aperti sulla gestione urbanistica di Milano ha più volte posto degli alert su San Siro. Senza intoppi, i club promettono di far nascere il nuovo impianto nel 2031. Parallelamente proseguirà la costruzione della parte più ghiotta dell’affare: il progetto dei fondi Usa prevede l’abbattimento dello stadio per fare spazio a uffici, hotel, museo, aree ristoro e un grande centro commerciale che sarà il più vasto d’Italia. L’ultima data da cerchiare in rosso è il 2032, quando ci saranno gli Europei di calcio in Italia e Turchia. Il nuovo dovrà ora essere pronto in tempo, altrimenti l’autogol sarebbe di quelli clamorosi.