Che c’azzecca l’aritmia più comune che può aumentare anche di cinque volte il rischio di ictus con la patologia cronica del cuore che sta diventando una vera e propria epidemia nella terza età? Probabilmente più di quanto si sospetti. Perché ci sarebbe un unico regolatore genetico e meccanismi molecolari comuni a dettare lo sviluppo della fibrillazione atriale e dell’insufficienza cardiaca, tanto da fare ipotizzare in futuro anche strategie di cura simili. Il tutto, oltre quello che già l’epidemiologia ha insegnato, ovvero che le persone con insufficienza cardiaca hanno una probabilità molto maggiore di soffrire di fibrillazione atriale, e viceversa.
Non solo: anche la prognosi tende a peggiorare in presenza delle due comorbilità. Ad accendere le luce sugli invisibili rapporti tra l’aritmia e lo scompenso è una ricerca apparsa su Nature Cardiovascular Research, coordinata da Ivan Moskowitz dell’Università di Chicago. In comune, in particolare, ci sarebbe una sorta di intersezione invisibile legata al gene TBX5.
Fibrillazione atriale per lui, tachicardia per lei: così il genere incide sul ritmo del cuore
20 Maggio 2025
Due malattie dall’origine comune







