Domani è fissato il tavolo tra il governo e le imprese, ma le posizioni restano distanti. I tecnici dei ministeri e di Palazzo Chigi sono al lavoro per tentare di trovare una soluzione dopo lo strappo con Confindustria, tuttavia i soldi per ripristinare il taglio del bonus Transizione non ci sono. Ieri la premier Giorgia Meloni ha incontrato il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti per fare un punto sulla situazione economica, e ha mantenuto i contatti con il titolare del Mimit Adolfo Urso in visita ufficiale a Washington. La spaccatura dell’esecutivo L’esecutivo è diviso: Urso e il collega Tommaso Foti nei giorni scorsi si sono schierati dalla parte delle aziende che lamentano un tradimento del patto di fiducia da parte del governo. Con il decreto fiscale approvato venerdì scorso dal Consiglio dei ministri, infatti, il bonus di Transizione 5.0 destinato alle aziende “esodate” – che a novembre del 2025 erano rimaste escluse dal rimborso perché l’esecutivo aveva ridotto il plafond – riceveranno solo il 35% dell’agevolazione spettante. Il fondo da 1,3 miliardi stanziato in manovra è stato sforbiciato di 760 milioni, lasciando così alle aziende una dote poco superiore ai 530 milioni di euro. Alle accuse del numero uno di Confindustria Emanuele Orsini, il ministro Giorgetti ha replicato ricordando che la guerra nel Golfo ha cambiato le priorità e il governo deve valutare quali categorie sostenere in questo momento.