ROMA Un altro terremoto segue le dimissioni del sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro. Perché il suo passo indietro non spegne i malumori e il clima di dubbi e sospetti che ormai serpeggia all'interno del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria. Quello stesso Dap i cui membri sono stati fotografati nella Bisteccheria D'Italia, ristorante gestito dalla srl "Le 5 Forchette", fondata a Biella a dicembre 2024 da Delmastro, altri tre esponenti di FdI Piemonte - tra cui Elena Chiorino, vicepresidente della Regione che ieri si è dimessa - un'impiegata e Miriam Caroccia, la figlia 18enne del più noto Mauro, condannato in via definitiva perché ritenuto il prestanome del clan Senese. Tanto che a dare voce alla base, ossia agli agenti della Penitenziaria, ieri è arrivata puntuale anche una nota di Aldo Di Giacomo, segretario generale del Sindacato polizia penitenziaria, che auspica che vengano riviste anche «posizioni di vertice dell'Amministrazione penitenziaria».
L'attenzione è su figure apicali del Dipartimento scelte tra uomini e donne di fiducia dell'ex sottosegretario. Alcune delle quali (dall'attuale direttore del personale e all'epoca dg della formazione Rita Russo, all'allora dg personale e oggi vice capo del Dap, Massimo Parisi; fino a Lina Di Domenico all'epoca capo dipartimento, ad Ernesto Napolillo direttore generale detenuti e trattamento e al comandante di tutto il Corpo Augusto Zaccariello) sarebbero state immortalate nelle foto scattate al ristorante. Negli uffici e nelle carceri italiane ora ci si chiede se a cena - come plausibile - si fosse discusso di organizzazione delle carceri o di informazioni sensibili anche relative al 41 bis, magari sotto gli occhi e le orecchie delle telecamere installate nel locale dall'uomo di Senese. E guardando la foto pubblicata qualche giorno fa dal Fatto Quotidiano - e risalente allo scorso 3 giugno - in cui compare anche l'ormai ex capo di gabinetto del ministero della Giustizia Giusi Bartolozzi, sullo sfondo si vede proprio una telecamera. Non basta. C'è addirittura chi sta mettendo sotto la lente le più recenti rivoluzioni avvenute all'interno del Dap, come l'affidamento della formazione degli ispettori a soggetti esterni attraverso la stipula di alcuni contratti a livello universitario per corsi ritenuti da molti meno performanti e più dispendiosi rispetto al passato.














