«Per una foto non si è mai dimesso nessuno», dice il presidente del Senato Ignazio La Russa. Intanto però le foto si moltiplicano. Il sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro compare abbracciato al prestanome del clan Senese, Mauro Caroccia, nel suo ristorante, prima che venisse condannato per reati di mafia.

Di nuovo, sempre nel ristorante della famiglia Caroccia - di cui Delmastro era diventato socio, per poi vendere le sue quote due settimane fa -, il sottosegretario si fa ritrarre a tavola con Giusi Bartolozzi, la capo di gabinetto del ministro della Giustizia, e con molti dirigenti del Dipartimento di amministrazione penitenziaria. L’ultima istantanea, che risale a due mesi fa, ancora al ristorante Bisteccheria d’Italia, stavolta è con un sindacalista della penitenziaria vicino a FdI. Foto che non porteranno a dimissioni, ma aumentano l’imbarazzo nel centrodestra e alimentano gli attacchi delle opposizioni, che ora presentano in Parlamento una mozione di censura contro Delmastro. Tutto a due giorni dal referendum.

Delmastro, FdI tra gelo e difesa d’ufficio: “È stato ingenuo, ma non è un reato”

Giorgia Meloni è furibonda. Teme che tutta questa storia avrà un peso sul voto. Reagisce, intervistata da La7, evocando una «manina» che «tira fuori la cosa peggiore sul governo negli ultimi giorni di campagna referendaria. Gli italiani - dice - valuteranno». E una fonte di primo piano del partito della premier fa capire che la strada per cercare la “manina” potrebbe essere proprio quella che passa dalla commissione Antimafia, dove il centrosinistra chiedeva di portare il caso: «Potrà aiutarci a capire meglio il tempismo sospetto con cui è uscita questa notizia. Abbiamo già avuto tanti casi in Italia di dossieraggi, gestioni leggere delle segnalazioni, e altre cose strane. Ben venga che l’Antimafia se ne occupi».