"Quel ragazzo ha la stoffa".
Aveva solo 10 anni Kimi Antonelli, il pilota allora in erba e attualmente leader del mondiale di Formula 1, quando Gian Carlo Minardi e suo figlio notarono le doti di quel ragazzino già fortissimo sui kart.
"C'era qualcosa di diverso in lui - racconta il fondatore del team Minardi ospite a Radio anch'io Lo sport su Rai Radio 1 -. Bisogna godersi solo questo momento spettacolare dell'automobilismo italiano. Sognare non costa niente, sapendo che c'è tanto lavoro da fare. In un attimo si va dalle stelle alle stalle, quindi rimaniamo coi piedi per terra. Certamente è un talento naturale, ci farà divertire, deve fare esperienza, che purtroppo non si compra al supermercato. Ha tutti i crismi per poterlo fare, lasciamolo lavorare".
Il trionfo a Suzuka dopo quello in Cina hanno portato il 19enne della Mercedes in testa alla classifica: e ora un mese di pausa prima del gp a Miami. "La partenza in Giappone ha dimostrato ancora una volta la sua freddezza e fermezza mentale. Al di là della fortuna del pit stop ritardato, avrebbe comunque dominato la gara. Adesso arriva un mese che sarà di aiuto a tutti i team: andranno ad analizzare tutti i dati raccolti finora per migliorare il futuro di questa nuova Formula 1 che qualche crepa ce l'ha. Vedremo chi sarà il migliore a recuperare rispetto a una Mercedes che al momento sembra imbattibile".














