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4 MAGGIO 2026

Ultimo aggiornamento: 12:12

Non perde tempo, Kimi. Nella sua giovanissima carriera non l’ha mai fatto. Ha vinto tutte le categorie giovanili al primo anno, a 18 anni su una Mercedes e, dopo un anno di apprendimento, ha dichiarato l’obiettivo: “Vincere il mondiale”. Antonelli è giovane ma già centrantissimo, non parla a caso e non si nasconde, sa di avere la macchina migliore e di poter competere ma il weekend perfetto (o quasi, lo direbbe anche lui) di Miami non è merito del suo mezzo ma tutta “roba” sua. Perché con gli aggiornamenti portati McLaren si è rifatta sotto in maniera concreta, lo dimostrano pole e vittoria Sprint di Norris e il doppio podio di domenica. Per inquadrare bene la prova di forza di Antonelli bisogna guardare il compagno di squadra. George Russell ha rimediato una quarta posizione, grazie ai testacoda di Leclerc e Verstappen, ma non è mai stato veloce in Florida. Sesto in qualifica Sprint, quarto nella gara veloce approfittando della penalità proprio ad Antonelli, quinto in qualifica al sabato.

Mercedes non era chiaramente la miglior vettura a Miami e la differenza Antonelli l’ha fatta, eccome. Non macchina, ma pilota. Perché il 19enne bolognese venerdì ha messo la sua monoposto in seconda posizione e sabato in pole, rifilando quattro decimi al compagno più esperto e grande favorito al titolo alla vigilia della stagione. Analizzando gli on board del giro lanciato si vede la forza con cui Antonelli sterza e fa girare la sua Mercedes, cosa che Russell non è riuscito a fare. L’inglese ha provato a rifugiarsi nel recente passato alla ricerca di una parziale scusa: “Non è una delle mie piste preferite”. Magari alludendo anche anche allo scorso anno quando proprio in Florida Antonelli ha scritto per la prima volta il suo nome in prima posizione, prendendosi la pole della Sprint (e un buon terzo posto in qualifica).