Kimi Antonelli è pronto. Ora che la prima stagione di Formula 1 è alle spalle, con tutto quel che ne consegue - errori e omissioni normali per un rookie -, a 19 anni l’unico pilota italiano in griglia non vede l’ora di rientrare in quella «gabbia di leoni» (parole sue) in cui la Mercedes una quindicina di mesi ha deciso di buttarlo, scommettendo sul suo talento. Non vede l’ora, perché gli obiettivi sono grandi: «Se saremo davvero competitivi come sembra, potrò puntare a una vittoria e, chissà, magari al Mondiale». Nel suo 2026 ci sono anche conquiste più terra terra da raggiungere: «È un mese che vivo da solo – racconta a margine della presentazione della W17 -, devo imparare a far tutto dentro casa: cucinare, fare la lavatrice, pulire per terra. Ma mi piace tenere le cose in ordine». Un altro tipo di campionato.
Kimi, torniamo allas F1: soddisfatto dei primi test a Barcellona?
«Abbiamo fatto tanti giri e potevano essere anche di più, il primo giorno abbiamo trovato la pista bagnata e il mattino dopo ci ha messo un bel po’ ad asciugare. Però il team ha fatto un grandissimo lavoro, perché tutto è andato liscio come allo shakedown di Silverstone».
Vi considerate i favoriti?
«Le sensazioni che ha trasmesso la macchina sono positive ma è difficile dire dove siamo rispetto agli altri: non si conoscono i carichi di benzina, le modalità di potenza».







