Maturità nuova ma compensi vecchi di quasi vent'anni. Il 2026 verrà ricordato come l’anno in cui l’esame conclusivo della carriera scolastica delle studentesse e degli studenti italiani è stato profondamente modificato rispetto al passato.

Il governo Meloni ha deciso di dare una propria impronta all’esame di stato del secondo ciclo -che, tra le altre novità, dopo quasi trent’anni tornerà a chiamarsi “maturità” – modificando profondamente la struttura del colloquio finale e della commissione d’esame che dovrà vagliare la preparazione di oltre mezzo milione di studenti dell’ultimo anno di licei e istituti tecnici e professionali. Ma tra le innovazioni introdotte non ci sarà quella dei compensi a favore di quasi centomila presidenti e commissari d’esame, che svolgono questo servizio, obbligatorio, con cifre che risalgono a quasi un ventennio fa e per molti si sono trasformatein un obolo, una cifra simbolica.

Le novità del nuovo esame

Il prossimo 18 giugno, con la prova scritta di Italiano, prenderà il via l’esame di stato del secondo ciclo. Tra le novità di rilievo, fermi restando i due scritti di Italiano e della disciplina d’indirizzo, la riduzione del numero dei commissari d’esame: due interni e due esterni, anziché tre interni e tre esterni come accadeva fino all’estate del 2025. Il colloquio tornerà ad assomigliare a quello ante riforma del 1997 con discussione su quattro discipline. È lo stesso ministero che pone l’accento su quest’ultima modifica.