VENETO - Il decreto Fisco approvato dal Consiglio dei ministri? Con una mano dà e con l'altra toglie. Anzi taglia, accusa Confindustria a livello sia nazionale che regionale, con particolare indignazione in Veneto per la sforbiciata del 65% al credito d’imposta, penalizzando gli investimenti in fonti di energia rinnovabile. «Non è solo un cambio di rotta inatteso, è una vera e propria rottura del patto di fiducia tra Stato e sistema produttivo», attacca il presidente regionale Raffaele Boscaini.

Come atteso, il provvedimento elimina il vincolo del “made in Europe” sui beni strumentali acquistati dalle imprese e che danno accesso all'iper-ammortamento, la maxi-deduzione fiscale sugli investimenti industriali. A sorpresa, però, il tessuto produttivo dovrà fare i conti con la riduzione del credito d'imposta di Transizione 5.0, prenotato dalle aziende tra il 7 e il 27 novembre 2025. Il fatto di non poter fare affidamento sulle norme e sulle dichiarazioni del Governo, mina profondamente la fiducia delle imprese nei confronti delle istituzioni e delle misure di incentivo e scoraggia chi vorrebbe continuare a fare impresa in Italia», tuona Marco Nocivelli, vicepresidente nazionale di Confindustria per le politiche industriali e il made in Italy.