Il decreto fiscale approvato ieri in cdm «introduce disposizioni molto penalizzanti per le imprese che hanno effettuato la prenotazione del credito d'imposta 5.0 tra il 7 e il 27 novembre 2025». Lo afferma il vicepresidente di Confindustria per le politiche industriali e il made in Italy, Marco Nocivelli, spiegando che il testo prevede un taglio del 65% del credito d'imposta richiesto. «Una simile decisione - che ricordiamo ha effetti retroattivi e lede il principio del legittimo affidamento - penalizza pesantemente le imprese che hanno completato ingenti investimenti nel 2025 e che si troveranno ad affrontare ulteriori problemi di liquidità in un momento già particolarmente complesso», sottolinea.

Giorgetti: “Incertezza elevata, ma la finanza pubblica italiana è in grado di assorbire lo shock dell’Iran”

DAL NOSTRO INVIATO FABRIZIO GORIA

A novembre scorso, ricorda Nocivelli, «avevamo avuto rassicurazioni dai ministri Giorgetti, Foti e Urso sul fatto che le cosiddette imprese "esodate" del 5.0 con progetti congrui avrebbero avuto accesso all'agevolazione», secondo le condizioni previste nel piano, la cui conclusione era fissata al 31 dicembre 2025. Il fatto «di non poter fare affidamento sulle norme e sulle dichiarazioni del governo mina profondamente la fiducia delle imprese nei confronti delle istituzioni e delle misure di incentivo e scoraggia chi vorrebbe continuare a fare impresa in Italia». Dalle dichiarazioni del ministero delle Imprese e del made in Italy, «apprendiamo che si sarebbero trovate altre risorse per l'iperammortamento. La nostra risposta è: prima si paghi il debito con le imprese esodate del 5.0», aggiunge il vicepresidente.