VENEZIA - Faccia a faccia. Al culmine della tensione tra industriali e governo, arriva il ramoscello d’ulivo. Dopo la doccia fredda del decreto fiscale – con tagli del 65 per cento al credito d’imposta legato a Transizione 5.0 per le imprese che erano rimaste in attesa delle agevolazioni – è stato fissato per mercoledì mattina, a palazzo Piacentini, l’incontro con le associazioni di categoria. Convocato dal Ministero delle imprese e del made in Italy, d’intesa con il Ministero dell’economia e con il Ministero per gli affari europei, Pnrr e politiche di coesione.
Ma il tentativo di gettare acqua sul fuoco, almeno per il momento, non riesce nell’intento sperato. «Se le regioni industriali del Nord staccano la spina degli investimenti, l’economia del Paese e quindi il Governo potrebbero trovarsi in forte difficoltà», afferma la presidente di Confindustria Veneto Est, Paola Carron. «Lombardia, Veneto e Friuli-Venezia Giulia - spiega - si sono da sempre dichiarate favorevoli alle riforme e agli investimenti per modernizzare il Paese. Una premessa significativa, perché rappresentano una buona parte del Nord produttivo. Però chiedono al Governo di mantenere gli impegni presi, di non cambiarli in corsa com’è avvenuto danneggiando chi ha già investito, per non minare la fiducia delle imprese».













