La buona notizia è che stavolta nessuno ha infilato un manganello retrattile nel marsupio della Salis, come invece – stando all’europortento di Avs – avrebbero fatto i poliziotti di Budapest per incriminarla. In ungherese “manganello” si pronuncia “vipera”, e da qui il titolo del bestseller scritto in carcere da sant’Ilaria patrona delle case altrui, ma più delle sue prigioni erano le pigioni. La notizia esilarante è che ieri la Bonelli&Fratoianni ha chiesto a chiunque «del governo Meloni» di «riferire», ma evidentemente non sulla candidatura dalla Salis a Bruxelles.
In mattinata Ilaria ha pubblicato un “post” in cui ha denunciato di aver subìto nella sua stanza d’albergo «un controllo preventivo durato oltre un’ora in vista della manifestazione di oggi», ossia di ieri a Roma, dove centri sociali e affini hanno riempito la giornata riversando odio “sulle destre”. Il controllo, per l’esponente di Avs, sarebbe stato «effetto del Decreto Sicurezza. Rendiamoci conto», ha accusato, «a che punto siamo arrivati con il governo Meloni al potere. Viviamo in uno stato di polizia. Ci vediamo alle 14 in piazza della Repubblica!».
ILARIA SALIS, SMONTATE LE BALLE SULLA PERQUISIZIONE: "SEGNALAZIONE PARTITA DALLA GERMANIA, IL CORTEO NON C'ENTRA"











