"Quella scena", ossia il controllo in hotel, "è una scena che esprime un atto illegittimo e illegale, perché intanto non è pensabile che la polizia italiana non sapesse che quella Ilaria Salis fosse di Ilaria Salis eurodeputata - attacca lo storico e attivista - Una stanza d'albergo, giuridicamente, vale come la casa di una persona, è un domicilio. In un domicilio si può entrare, la polizia può accedere, soltanto su un mandato di un magistrato, ci vuole un procuratore, ma per un eurodeputato, che è equiparato a un deputato nazionale, non basta neanche un intervento di un magistrato, occorre il consenso dell'assemblea di cui è membro"; argomenta D'Orsi tralasciando il fatto che il controllo è avvenuto in assenza di un'identificazione preventiva, ma tant'è. "Qui sono stati compiuti tre gesti illegali e dico anche illegittimi, perché oltretutto tutto questo parte da una segnalazione della Germania, cioè un paese straniero, ma oltretutto" i tedeschi "non è che ci stiano mostrando Salis che piglia a martellate la gente, no?". E ci mancherebbe pure. Tuttavia l'inchiesta tedesca secondo quanto trapela non è acqua fresca e il nome di Salis, non accusata di reati va detto, appare molte volte ed è considerata "membro estero di questo gruppo", viene sintetizzato in trasmissione, ossia la Banda del martello accusata di atti violenti come quello alla base del processo di Budapest.
Ilaria Salis, la surreale difesa di D'Orsi a Quarta Repubblica: "Tre gesti illegali"
A Quarta Repubblica si torna a parlare di Ilaria Salis e dell'inchiesta che la coinvolge in Germania. L'europarlamentare come noto ha avuto la...








