E invece, ecco il dramma. La Salis, europarlamentare eletta dal popolo italiano, si è precipitata sui social e davanti alle telecamere a denunciare un «fatto gravissimo», uno «Stato di polizia», un attentato alla democrazia europea. Ha sbandierato il suo mandato come un salvacondotto violato. Ha raccontato di essere stata «tenuta un’ora nella stanza» nonostante avesse detto «sono un’eurodeputata». Ha parlato di domande «intimidatorie» sul corteo e sugli «oggetti pericolosi». Ha evocato il «diktat di uno Stato estero».