Ilaria Salis, una volta attivista coinvolta in manifestazioni violente in Ungheria e oggi europarlamentare di Avs, è stata salvata dal voto della Commissione Juri sulla revoca della sua immunità, ma il pericolo che venga riportata in Ungheria e subisca il processo a suo carico, una volta terminato il suo mandato, esiste ancora. Così, va da Bianca Berlinguer a perorare la sua causa, all’interno del programma di approfondimento “È Sempre Cartabianca”. In sostanza, la paura è una: la revoca dell’immunità farebbe scattare le manette ungheresi su di lei.

In collegamento con la Berlinguer, la Salis fa praticamente un appello affinché il processo a suo carico venga celebrato in Italia e non a Budapest: “Se l'immunità venisse revocata io potrei anche essere arrestata lì sul posto a Strasburgo, perché senza immunità io sarei passibile di arresto. Se io venissi portata in Ungheria sarei sottoposta lì ad una vendetta, ad una persecuzione certa, perché il governo ungherese l'ha annunciato più e più volte, nei post sui social, nelle dichiarazioni di Orban stesso e del suo portavoce. Quello che si prospetterebbe di fronte a me è una persecuzione, certo è un processo ingiusto con una sentenza già scritta, io rischierei di rimanere in Ungheria in carcere per più di vent'anni".