Un destino macabro potrebbe mettere nei guai l’eroina delle barricate europee. Proprio lei, la «primula rossa» delle aggressioni ardite, sempre pronta a denunciare i soprusi del «regime» con tanto di emoticon che esprime la nausea. Colpo di scena: stavolta l’eurodeputata Ilaria Salis non dovrà guardarsi dai processi in Ungheria. Nessuna traccia di Viktor Orbán all’orizzonte, né fantomatiche segnalazioni dalla Germania: il tutto si consuma molto più prosaicamente, con una visita poco gradita in un albergo romano.
Salis, l'ultimo infortunio della pasionaria: il fidanzato nello staff
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