«Sento, insieme, forte timore ma anche speranza. L’ingiustizia che ho subito è stata un trauma profondo. E cercare di curarlo mi costa ancora enormi energie. Sarò sincera: la prospettiva che questa ferita possa riaprirsi così violentemente mi fa dormire sonni agitati. Mi sforzo di restare positiva e sento intorno a me un sincero sostegno da parte di molti, che mi aiuta tanto». Ilaria Salis racconta così, al Corriere, come si appresta a vivere i prossimi tre giorni, con il rischio di essere nuovamente arrestata e sottoposta al processo che era in corso a Budapest.
Ilaria Salis, 72 ore con il cuore in gola: «Non sono una terrorista. Rischio l'immunità? Il Parlamento Ue difenda la democrazia, non me»
Martedì a Bruxelles si vota: l'eurodeputata e il pericolo di un nuovo arresto dopo la richiesta dell'Ungheria. Le destre a sostegno di Orbán (con il voto segreto)












