TREVISO - Nicola Cecconato non sarà nella lista di Asco Holding, socio di maggioranza di Ascopiave. L'esito non era per nulla scontato, dopo le tensioni dei giorni scorsi. Ma ora è praticamente certo. Lo scossone all'attuale governance della multiutility trevigiana, voluto da Asco Holding (la società a trazione leghista composta dai 77 Comuni e da 9 soci privati) con la copertura politica della Lega di Marca, ha sortito il suo effetto. Echi di rivolta? Stranamente no. Dicesi "politica".

Quella di ieri si preannunciava come la giornata della verità sui nomi della lista di Asco Holding per il rinnovo del cda di Ascopiave. Per la precisione, il cda della Holding presieduta da Graziano Panighel si era riunito appena prima dell'assemblea dei soci pubblici, fissata alle 15 nel quartier generale di Ascopiave, a Pieve di Soligo. Lì era attesa la condivisione dei nomi. Ma così non è stato. Poco dopo le 13, è rimbalzato nelle chat un aggiornamento inatteso: "Il cda di Asco Holding verrà mantenuto aperto in attesa di ultimare alcune verifiche documentali sui nominativi della lista per il rinnovo del cda di Ascopiave. Il cda di Asco Holding si aggiornerà nella mattina di domani (oggi, ndr)".

Dettaglio non indifferente, considerato che l'assemblea dei soci pubblici di Asco Holding, voluta da un gruppo di Comuni contrari al "blitz" leghista al comando di Cecconato (presidente, amministratore delegato e direttore generale di Ascopiave), aveva, tra gli altri, l'obiettivo di informare i sindaci sulle linee che hanno guidato la composizione della lista. Inaspettatamente, però, lo slittamento della comunicazione dei nomi non ha turbato i sindaci presenti, una cinquantina. Puntuali, hanno fatto il loro ingresso nella sala Fabbri. Sorrisi e volti rilassati, da sinistra a destra passando per i civici. L'atmosfera non era certo quella che precede una resa dei conti. Del resto, la vera partita era nelle mani delle segreterie provinciali dei partiti. Che, si dice tra i corridoi, avrebbero trovato la quadra.