Una grande moschea a Imperia. Questo l’ambizioso progetto della comunità islamica che venerdì scorso, in occasione della festa di fine Ramadan, alla Rabina di Oneglia, ha trovato la calorosa accoglienza del sindaco Claudio Scajola. «Siamo contenti che il sindaco abbia dato questo importante segnale di apertura - dichiara a La Stampa Gabriele Piccardo, presidente della comunità islamica di via Santa Lucia e membro del direttivo nazionale dell’Ucoii, l’unione delle comunità islamiche in Italia - Un segnale di accoglienza verso la nostra comunità, sempre più numerosa (oltre 2 mila fedeli, ndr) composta da cittadini italiani e non, di religione islamica. Con il sindaco, che ha dimostrato grande sensibilità anche con le cerimonie di conferimento della cittadinanza in Comune, abbiamo un ottimo dialogo. Lo stesso con i suoi predecessori, che ci hanno sempre concesso lo spazio per le nostre feste annuali alla Rabina».

Ad oggi le moschee a Imperia sono cinque, tutte però a capienza ridotta: in via Littardi e via Colombera, in uso alla comunità turca, in via Verdi, comunità arabofona, in via Alfieri, comunità bangladese, e in via Santa Lucia, la più longeva, attiva dal 1992, di respiro multiculturale (albanese, arabofona, italiana, bangladese, pakistana). «Nel mese del ramadan, appena terminato - prosegue Piccardo - le mosche erano stracolme per le preghiere serali. Da tempo cerchiamo un luogo non troppo decentrato per la creazione di un centro culturale islamico che non sia soltanto un luogo di preghiera, ma un vero e proprio punto di riferimento, anche aggregativo, per l’intera comunità islamica. Un centro polivalente che possa unire le attività spirituali a quelle culturali e ludiche. Ad esempio abbiamo in progetto di allestire a Imperia la più grande biblioteca di letteratura islamica d’Italia. Con centinaia di volumi di carattere religioso per attirare non solo fedeli, ma anche studiosi, ricercatori, studenti. Attualmente abbiamo individuato due aree, vediamo se troveremo un accordo».