Alla fine di un'altra giornata sull'ottovolante, Giorgia Meloni incassa anche le dimissioni 'auspicate' di Daniela Santanchè. Dopo il passo indietro, ieri, del sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro e della capo di gabinetto del ministero di via Arenula, Giusi Bartolozzi, oggi - al termine di un lungo pressing da parte di Fratelli d'Italia - arriva anche l'addio al governo del ministro del Turismo, che aveva trascorso l'intera mattinata chiusa nel suo ufficio al dicastero. Con una lettera alla premier, Santanchè ha ufficializzato la sua 'rinuncia' (con un garibaldino "obbedisco"), accompagnandola con una chiusa polemica: "Cara Giorgia, non ti nascondo un po' di amarezza per l'esito del mio percorso ministeriale ma nella mia vita sono abituata a pagare i miei conti e spesso anche quelli degli altri". Per il 'dopo Santanchè' si moltiplicano le ipotesi.
Come da tradizione, il totonomi è scattato subito dopo la missiva d'addio ed è destinato a proseguire fino all'individuazione del successore: con ogni probabilità domani mattina, dal momento che Meloni è rientrata in serata dalla visita in Algeria e non dovrebbe presentarsi al Colle con il nome del nuovo ministro. Tra le valutazioni in corso, secondo quanto si ragiona negli ambienti di via della Scrofa, ci sarebbe l'ipotesi di un riequilibrio geografico e politico: puntare su una figura del Sud per ricostruire consenso in aree oggi più fragili, come quelle in cui ha prevalso il 'no' alla riforma della giustizia. In alternativa, un profilo amministrativo forte e riconoscibile come quello di Luca Zaia potrebbe garantire continuità nella capacità di governo, anche se qualcuno osserva che assegnare ora una casella alla Lega rischierebbe di innescare tensioni, soprattutto con Forza Italia.
















