Andrea Delmastro, Giusi Bartolozzi, Daniela Santanchè. La sconfitta al referendum sulla giustizia dà il via a un terremoto nel governo. Trema il ministero di via Arenula con le dimissioni, rassegnate nella serata di ieri, del sottosegretario di Fratelli d’Italia nella bufera per il caso “bisteccheria” e per la capo di gabinetto di Carlo Nordio Giusi Bartolozzi, finita nell’occhio del ciclone per le frasi contro il “plotone d’esecuzione” dei magistrati.
Resiste Nordio, «la notizia delle sue dimissioni è destituita di ogni fondamento» fanno sapere dallo staff. Ma un altro ministro è ormai con un piede fuori dalla porta dell’esecutivo. È la premier stessa a chiedere pubblicamente un passo indietro dal ministero del Turismo di Daniela Santanchè, a processo a Milano per presunto falso in bilancio su Visibilia e indagata per un'ipotesi di bancarotta». Alle otto di sera una nota di Palazzo Chigi irrompe sulle agenzie di stampa. La premier «esprime apprezzamento per la scelta» di Bartolozzi e Delmastro, «li ringrazia per il lavoro svolto con dedizione». Poi apre un nuovo fronte, a sorpresa, auspicando «che, sulla medesima linea di sensibilità istituzionale, analoga scelta sia condivisa dal ministro del Turismo Daniela Santanchè».










