Non sta dentro un solo pranzo, ma si distende: la Pasqua comincia al mattino, con quella colazione che già profuma di festa, e continua il giorno dopo, quando il cibo esce di casa e diventa picnic, tovaglie stese sull’erba, piatti che viaggiano. Intorno al tavolo si allarga il cerchio: prima la famiglia, poi i parenti, poi gli amici degli amici. È una convivialità che cresce per stratificazione, proprio come il menu.
Perché a Pasqua si cucina, certo, ma senza la rigidità delle grandi occasioni. Non c’è un copione fisso: la tavola si costruisce per aggiunte successive, in modo quasi spontaneo. Ognuno porta qualcosa, una torta rustica, una teglia fumante, una salsa, e quello che ne nasce è un insieme composito, un mosaico dove i protagonisti sono gli ingredienti della stagione: asparagi, fave, carciofi, erbe fresche. È la primavera che entra nelle ricette prima ancora che nelle giornate.
È a partire da questa idea di tavola condivisa che Repubblica propone tre piccoli libri di cucina, a cura di Eleonora Cozzella, in uscita con il quotidiano il 31 marzo, il 1° e il 2 aprile. Tre volumi diversi tra loro, che riflettono altrettanti modi contemporanei di stare ai fornelli: uno più legato alla tradizione domestica, uno interamente vegetale e uno che si muove con maggiore libertà tra memorie regionali e influenze internazionali.









