Genova - Sognavano di cambiare il mondo. O, forse, di riscriverlo con parole nuove. In quegli anni in cui i sogni hanno la forza e il diritto di esistere, prima ancora di incontrare la realtà e talvolta scivolare in fondo al cuore. Gino Paoli e i suoi tre amici provavano a farlo seduti al tavolino di un bar nel quartiere della Foce: il Mini Mixing, un tempo Bar Igea, situato all’angolo tra via Casaregis e via Cecchi. E’ qui che è nata “Quattro amici”, una delle sue canzoni più celebri, un ritornello amato da intere generazioni. "Ancora oggi arrivano persone, anche da fuori Genova, a chiederci se questo sia davvero il famoso bar ‘dei quattro amici’ di Gino Paoli, dove una canzone è diventata realtà”, racconta a Il Secolo XIX Alessandro Sereni, uno dei titolari del locale con Giuseppe Galante e Francesco Pasquali.
La targa e la foto d’epoca all'interno del locale della Foce
Un inno all’amicizia, alla giovinezza e al tempo che passa. L’amicizia nella sua forma più autentica, con rapporti che resistono, cambiano e a volte tornano ancora più forti. “E’ quello che poi vediamo noi alla sera con le compagnie che man mano si diradano negli anni quando ognuno prende la propria strada”, aggiunge Sereni. Il brano, pubblicato nel 1991, valse a Paoli la vittoria del Festivalbar. Chi erano gli amici seduti al bar, il cantautore lo ha svelato molti anni dopo facendo i nomi del giornalista Arnaldo Bagnasco, dell’architetto Renzo Piano e di Giulio Frezza, che poi rilevò la licenza del bar.














