SACILE (PORDENONE) - Se n'è andato Gino Paoli. A Sacile se lo ricordano in tanti. C'è stato un periodo che era un po' di casa da queste parti, affezionato a un gruppetto di ragazzi del posto. Oggi chi ha passato una certa età si ricorda quel periodo in cui «quel noto cantante» si vedeva spesso in giro per Sacile. Curioso, considerato che nessuno di coloro che lo frequentò in quel periodo si ricorda che abbia mai cantato qui da noi.

«È stato a fare il concerto all'Apollo 2000, a Godega di Sant'Urbano» ricorda Eloisa Missinato. La figlia del noto fotografo testimone di 50 anni di storia della città all'epoca aveva 4 o 5 anni: «Mi ricordo ancora che mio papà certe sere si alzava e diceva che doveva scendere, che c'era Gino Paoli». Abitavano sopra il bar Cristallo, in viale Lacchin e il celebre fotografo non doveva effettivamente far altro che scendere, dato che il cantautore ligure quando arrivava passava inesorabilmente per il Cristallo, all'epoca gestito dai Casagrande. Quasi un'anteprima dei famosi quattro amici al bar.

«Era molto legato al Conte Amaral» figura quasi mitologica nella Sacile degli anni '70. «Si chiamava Domenico Camilotti - a parlare è Antonio Sartori di Borgoricco - lo chiamavano il conte, ma in realtà faceva l'autista per una nobildonna sacilese» che pare gli lasciasse usare la Porsche. Da questo particolare in poi i ricordi si mescolano a un'epica quasi cinematografica, alla "Amici miei".