ROMA. «Questa notte, in serenità e circondato dall’affetto dei suoi cari, Gino Paoli si è spento». La famiglia, in una breve nota, ha chiesto «la massima riservatezza nel momento del congedo». Ma la notizia della sua scomparsa ha immediatamente attraversato il Paese, perché non se ne va soltanto un cantante: se ne va una parte fondante dell’anima musicale italiana.

I 90 anni di Gino Paoli. E dire che tentò il suicidio: “Ero stupido”

Nato a Monfalcone e cresciuto a Genova, Paoli è stato uno dei grandi architetti della scuola cantautorale genovese, insieme a Luigi Tenco, Bruno Lauzi, Fabrizio De André e Umberto Bindi. La sua voce calda, cavernosa, immediatamente riconoscibile, ha trasformato la canzone d’autore in un territorio di poesia accessibile a tutti. Con “Il cielo in una stanza”, “Sapore di sale”, “La gatta”, “Senza fine” e tanti altri brani, Paoli ha attraversato decenni di storia nazionale, diventando un riferimento artistico e culturale trasversale.

Gino Paoli: canzoni, amori e poesia di una carriera "senza fine"

La sua vita è stata un’epopea di passioni e contraddizioni. Immortale la sua relazione, intensa e talvolta burrascosa, con Ornella Vanoni, compagna d’arte e d’amore, con cui condivise palchi, emozioni e ferite. Un legame che ha lasciato un’impronta indelebile nella musica italiana e che, secondo testimonianze raccolte negli anni successivi, continuò a vibrare anche dopo la fine della loro storia. Non meno significativa la relazione con Stefania Sandrelli, da cui nacque Amanda, frutto di un amore parallelo che contribuì a costruire l’immagine di un Paoli appassionato, impulsivo, incapace di vivere a metà.