La polarizzazione e il voto politico. Secondo Alessandra Ghisleri sono stati questi gli elementi decisivi per la vittoria del No al referendum sulla giustizia. La sondaggista, intervistata da la Stampa, sottolinea come per il No "il fattore aggregante – anche al di là dei perimetri – è stata proprio la manifestazione del dissenso. Non solo verso la proposta referendaria, ma anche nei confronti del governo e del suo agire. Le parole dei leader del centrosinistra nella celebrazione della vittoria ne sono una chiara dimostrazione".

Difendere la riforma della giustizia nel merito, come ha provato a fare il Sì, è stato come prevedibile molto più complesso, difficile e meno impattante rispetto alla semplice "distruzione". E di sicuro "anche il desiderio di non modificare l'assetto esistente della Costituzione ha avuto il suo peso. Come accaduto in passato, chi ha provato a modificare la Costituzione è andato a sbattere. A questo si è aggiunta una maggiore efficacia comunicativa del fronte del No, che è riuscito a presentare il cambiamento come arrogante e potenzialmente rischioso".

REFERENDUM, IL DATO CLAMOROSO DELLA SINISTRA: "COME HA SCELTO IL 31%"

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