* ricercatori dell’Institute for European Policymaking della Bocconi
Quattro anni fa l’invasione su vasta scala dell’Ucraina da parte della Russia ha innescato una crisi energetica in Europa. Oggi l’attacco di Stati Uniti e Israele contro l’Iran ha nuovamente sconvolto i mercati energetici globali, esponendo l’Europa al rischio di una nuova stretta sull’energia.
L’Unione europea non ha iniziato questa guerra, ma più il conflitto si intensifica più diventa probabile che l’Europa ne paghi il prezzo economico, man mano che la produzione e il trasporto di petrolio e gas naturale vengono perturbati in tutto il Medio Oriente.
È anzi probabile che la guerra abbia un impatto economico più duro sull’Europa che sugli Stati Uniti, che sono essi stessi un grande produttore di combustibili fossili.
In risposta alla crisi energetica del 2022, l’UE ha adottato il piano REPowerEU, concepito per coordinare una strategia fondata su tre pilastri: risparmio energetico, aumento della produzione di energia pulita e diversificazione delle fonti di approvvigionamento.












