Le aziende farmaceutiche statunitensi confermano un ruolo di primo piano nella ricerca clinica nel nostro Paese: nel 2024 hanno realizzato quasi 180 milioni di investimenti, sponsorizzato circa la metà degli studi clinici realizzati in Italia e registrato oltre 1.000 collaborazioni scientifiche in atto sul territorio nazionale.
Sono alcuni dei dati che emergono da una ricerca realizzata dalla Luiss Business School, promossa dall'American Chamber of Commerce in Italy e presentata al convegno 'Il contributo della aziende farmaceutiche americane in Italia'.
Dai dati raccolti risulta rilevante anche il contributo nell'ambito dei farmaci innovativi: circa il 25% dei farmaci valutati come innovativi da Aifa sono delle aziende del campione.
Per il 43% del campione intervistato, gli investimenti in ricerca clinica sono in crescita e solo per il 14% in diminuzione rispetto agli anni passati. Inoltre, le previsioni future risultano ancora più solide: nessuna delle imprese considerate si aspetta una contrazione e il 57% propende per un'espansione. "Ad oggi i numeri degli investimenti e delle esportazioni tra Italia e Stati Uniti sono numeri importanti e sono anche superiori a quelli dell'anno scorso e degli anni passati - ha spiegato a margine del convegno Simone Crolla, Consigliere delegato dell'American Chamber of Commerce in Italy -. Chiaramente tutto è stato favorito anche dalla paura dei dazi e quindi questo ha fatto sì che gli importatori americani comprassero di più rispetto al passato. Però il numero si è consolidato e quindi crediamo che alla fine le tensioni geopolitiche, ma anche il valore, per quanto criticabile ed esecrabile, del dazio sulle merci europee, non è tale da frenare ad oggi l'afflusso delle esportazioni italiane".







