Grazie all’innovazione farmaceutica, ogni anno, si salvano migliaia di vite e si fortifica il sistema sanitario. Basti pensare che per ogni euro investito in uno studio clinico se ne generano quasi 3 in termini di benefici per il Servizio Sanitario Nazionale. Il nostro Paese è tra i principali poli farmaceutici al mondo, ma è urgente aumentarne la capacità di attrarre risorse. Servono più investimenti per mantenere la competitività. Soprattutto alla luce dell’ordine esecutivo della “nazione più favorita” (Mfn), introdotto dall’amministrazione Usa, che impone alle aziende di commercializzare i farmaci allo stesso prezzo in Paesi che hanno la stessa capacità di spesa. Intervista a Regina Vasiliou, General Manager di Bristol Myers Squibb Italia e Vice Presidente dell’Associazione delle aziende farmaceutiche italiane a capitale americano (Iapg).

Qual è stato l’impatto concreto dell’innovazione farmaceutica sulla salute dei pazienti in Italia negli ultimi anni?

“Grazie all’innovazione farmaceutica, negli ultimi vent’anni, in Italia la mortalità per le patologie croniche si è ridotta del 40%. Se guardiamo in particolare all’oncologia, le nuove terapie, insieme a una crescente attenzione alla prevenzione, hanno contribuito a salvare migliaia di vite: dal 2007 al 2019 sono state evitate quasi 270 mila morti per tumore e, nell’ultimo decennio, i decessi per cancro nel nostro Paese sono diminuiti del 9%. Risultati importanti, ai quali ha contribuito anche l’innovazione rappresentata dall’immunoncologia, di cui Bristol Myers Squibb è stata pioniera e nella quale continua ad essere leader. Come dimostrato dallo studio L.I.On.(Leadership in Oncology), promosso da Bms insieme a oncologi ed esperti di economia sanitaria, l’immunoncologia in Italia in 11 anni, dal 2008 al 2019, ha portato a un aumento significativo di vite salvate nel melanoma, nel cancro del polmone e del rene e ha permesso al Servizio Sanitario Nazionale di risparmiare 120 milioni di euro. Secondo gli Indicatori Farmaceutici Farmindustria, nel 2024, nel mondo, le agenzie regolatorie hanno autorizzato 78 nuovi farmaci, rispetto alla media di 62 all’anno dell’ultimo decennio. Questo dato, insieme alle 24mila molecole oggi in sviluppo da parte delle aziende farmaceutiche, di cui alcune diventeranno terapie da utilizzare nella pratica clinica, rende sempre più concrete le prospettive di cura per molte patologie. Come industria farmaceutica, abbiamo la responsabilità di lavorare insieme alle istituzioni e agli stakeholder del sistema salute affinché questa innovazione sia accessibile, sostenibile e possa tradursi in benefici concreti per tutti i pazienti”.