«Bene l’attenzione alle malattie rare. Benissimo la valutazione del miglioramento che un nuovo farmaco candidato per il bollino di innovatività può apportare anche sotto il profilo della qualità di vita dei malati. Bene, ancora, la considerazione dell’esperienza fatta dal paziente nell’assunzione di una terapia. Bene l’inclusione nel Fondo farmaci innovativi degli antibiotici “reserve” a tutela della salute di persone esposte al rischio di antimicrobico-resistenza. Sotto questi quattro profili la determina Aifa sui nuovi criteri di innovatività dei farmaci è sicuramente apprezzabile. Peccato che il documento sia gravato da un “peccato originale”: quello impresso dall’ultima legge di Bilancio, che indicava binari stretti a cui l’Aifa si è dovuta attenere ma che mettono a rischio il criterio di uguaglianza nell’accesso alle cure».

Così il presidente di Salutequità Tonino Aceti passa al setaccio i nuovi criteri che a luglio l’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) ha messo nero su bianco, pubblicando la nuova determina sullo status di innovatività dei farmaci. Un provvedimento che garantisce ai medicinali selezionati la immediata rimborsabilità tramite inserimento automatico nei prontuari regionali (quindi stop alle attese e alle diverse tempistiche tra i territori) nonché l’accesso al Fondo farmaci innovativi per un totale di 1,3 miliardi. Di cui 100 milioni, da quest’anno, destinati agli antibiotici “reserve”.