Taglio nella legge di Bilancio al fondo per i farmaci innovativi, a decorrere dall'anno 2026, di 140 milioni di euro.
La somma è stata utilizzata per aumentare, dello 0,1%, il budget dei farmaci ospedalieri e per portare così allo 0,3% l'incremento complessivo per questa voce. Ma "questa somma è assolutamente insufficiente visto lo sforamento, per altro fisiologico, di circa 5 miliardi già nel 2025 di questo capitolo di spesa". E' questo l'appello di Francesco Cognetti, a nome FoSSC (il Forum che riunisce 75 Società Scientifiche dei Clinici Ospedalieri ed Universitari Italiani) di cui è il coordinatore. Un taglio che sorprende anche il presidente della Fnomceo, la federazione degli ordini dei medici, Filippo Anelli.
A far le spese di questo provvedimento, secondo Cognetti, rischiano di essere i pazienti, "soprattutto i malati di cancro, che nel 2026 non potranno usufruire di terapie molto importanti.
Rischiamo di non poter più garantire, a tutti i malati, terapie decisive contro malattie molto gravi e diffuse". Lo sfondamento del tetto dei farmaci ospedalieri rimarrà quindi quasi inalterato, di oltre quattro miliardi. E, aggiunge l'oncologo, a tutto ciò si aggiunge all'incredibile ritardo con cui i farmaci arrivano ai pazienti. "In media trascorrono quasi due anni dalla registrazione EMA fino all'inserimento nei Prontuari Regionali, tempi tra i più lunghi d'Europa. La stessa manovra di Bilancio prevede un incremento del tutto irrisorio di nuovi medici ed infermieri. E' inadeguato rispetto alle necessità reali e gli aumenti salariali sono insufficienti ad affrontare e risolvere le carenze e le fughe verso l'estero o il privato. Non esistono in questo provvedimento misure per valorizzare il lavoro di questi professionisti e non vengono date risposte efficaci ad aumentare l'attrattività del servizio sanitario nazionale.






