La pubblicazione da parte dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) dei nuovi criteri per l’attribuzione dell’innovatività terapeutica rappresenta un passo importante, che finalmente consente di trarre alcune considerazioni e lanciare alcuni stimoli di discussione. Premettiamo che questi nuovi criteri, a nostro avviso, andrebbero interpretati come un cantiere aperto su cui c’è ancora molto da lavorare.

Un punto di partenza

In questa prospettiva, si tratta di un documento sicuramente promettente, ma vi sono così tanti ambiti di indeterminatezza da rendere a volte impossibile una categorizzazione preventiva di alcune misure come “positive” o “negative”. Tale indeterminatezza potrebbe riflettere la volontà di lasciare spazio all’applicazione concreta del processo negoziale, da cui potranno emergere elementi utili per una futura esplicitazione dei criteri. In tal senso, pertanto, è utile considerare questo documento come un punto di partenza e non di arrivo. Alcune osservazioni, che potrebbero rivelarsi utili in questa prospettiva evolutiva, possono essere formulate già ora. Tra le tante possibili, ne abbiamo estrapolate quattro che hanno catturato una grande parte del dibattito tra gli esperti del settore fin dalle prime ore dopo la diffusione del documento.