Per far arrivare un nuovo medicinale negli ospedali o sugli scaffali delle farmacie, non bastano le sperimentazioni delle aziende. Serve il via libera dell’Agenzia italiana del farmaco, l’ente pubblico regolatore dei medicinali, che in media impiega quasi un anno e mezzo per approvare un nuovo prodotto farmaceutico.
Tempi troppo lunghi, come sottolineato da Francesco Cognetti, presidente del Forum delle Società Scientifiche dei Clinici Ospedalieri ed Universitari Italiani. «Consultando i 53 decreti di rimborso di nuovi farmaci orfani e nuove entità chimiche pubblicati in Gazzetta Ufficiale da luglio 2024 ad ottobre 2025», spiega l’oncologo in una nota, «emerge che dalla domanda di rimborso delle aziende alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale sono trascorsi in media 499 giorni».
L’attesa per le approvazioni si è allungata nell’ultimo anno. Tra luglio e dicembre 2024, l’Aifa ha impiegato in media 461 giorni per comunicare l’esito delle sue valutazioni. Nel 2025, invece, il processo di approvazione è durato 529 giorni. A queste tempistiche si aggiungono quelle per inserire i farmaci nei prontuari regionali, «che sono molto variabili da Regione a Regione e così si arriva a tempi complessivi di circa 22 mesi (quasi 2 anni) per il reale accesso dei pazienti ai nuovi farmaci», prosegue Cognetti.







