Itempi di approvazione dei farmaci in Italia continuano a essere troppo lunghi: "in media 499 giorni, pari a 16,6 mesi".
È quanto sottolinea in una nota Francesco Cognetti, presidente del Forum delle Società Scientifiche dei Clinici Ospedalieri ed Universitari Italiani, che auspica che il nuovo Regolamento dell'Agenzia Italiana del Farmaco "possa giovare ad assicurare il più rapido accesso alle nuove terapie per tutti gli ammalati italiani".
"Consultando i 53 decreti di rimborso di nuovi farmaci orfani e nuove entità chimiche pubblicati in Gazzetta Ufficiale da luglio 2024 ad ottobre 2025 - illustra Cognetti - emerge che dalla domanda di rimborso presentata dalle aziende alla data di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale sono trascorsi in media 499 giorni pari a 16,6 mesi".
Dal 2024 al 2025 inoltre si assiste a un peggioramento: "Confrontando i dati relativi ai 23 decreti pubblicati nel periodo luglio-dicembre 2024 con i 30 pubblicati da gennaio 2025 al 7 ottobre 2025, risulta che i primi hanno avuto un processo di valutazione (dalla domanda dell'azienda alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale) di 461 giorni (15,4 mesi) ed i secondi di 529 giorni (17,6 mesi)", prosegue.
A questi tempi si aggiungono poi quelli legati all'inserimento dei farmaci nei prontuari regionali, "che sono molto variabili da Regione a Regione e così si arriva a tempi complessivi di circa 22 mesi (quasi 2 anni) per il reale accesso dei pazienti ai nuovi farmaci", conclude Cognetti, che auspica che "in forza della nuova organizzazione", "l'Agenzia si concentri sulle innovazioni terapeutiche come priorità dell'Agenzia e dell'intero servizio sanitario e che la situazione possa rapidamente cambiare".






