In Italia il fenomeno delle carenze di medicinali ha raggiunto ad agosto proporzioni record. Secondo i dati di Aifa e Sifo, oltre 4.000 farmaci risultavano carenti, tra cui antibiotici, antitumorali, anticoagulanti e prodotti di uso comune come analgesici e antidepressivi. A metà ottobre l’elenco aggiornato dell’Agenzia contava quasi 3.000 voci: il broncodilatatore essenziale per chi soffre d’asma o broncospasmo salbutamolo è tra i più difficili da reperire, anche nelle versioni equivalenti. Le segnalazioni arrivano da tutta Italia. Assoutenti parla di genitori costretti a “girare decine di farmacie” per trovare i medicinali essenziali.
La stessa emergenza colpisce gli ospedali: oncologi del Policlinico Gemelli di Roma e farmacisti ospedalieri di Palermo e Udine riferiscono difficoltà nel reperire molecole fondamentali come vincristina, capecitabina e lenalidomide, utilizzate nei protocolli antitumorali. In diversi casi si è dovuto ricorrere all’importazione dall’estero o a protocolli terapeutici sostitutivi, con conseguenze pesanti per la continuità delle cure. Come conferma lo studio Sifo-Aifa 2024 da cui emerge che il 97% dei sanitari ha dovuto gestire pazienti in attesa di farmaci non disponibili, con effetti su continuità terapeutica e fiducia nel sistema. Le cause sono note: problemi produttivi, scarsità di principi attivi, concentrazione della produzione in Asia e fragilità logistiche. A ciò si aggiunge la frammentazione del sistema di segnalazione: sebbene l’Aifa disponga di un elenco aggiornato e blocchi temporanei all’export, i flussi informativi tra aziende, regioni e farmacie non sono sempre tempestivi. Lo strumento DruGhost, sviluppato da Sifo e Aifa, sta migliorando la capacità di monitoraggio, ma la raccolta e condivisione dei dati resta disomogenea.






