Roma, 25 mar. (askanews) – La salute non è una voce di spesa, ma un investimento strategico per l’Europa e l’Italia. Nel 2025, l’export farmaceutico italiano ha superato i 69 miliardi di euro, con un incremento del 28,5% rispetto all’anno precedente. E l’esempio di Sanofi è emblematico: secondo il Report di Impatto che l’azienda ha realizzato in Italia insieme a KPMG, nel 2024 il contributo complessivo – diretto, indiretto e indotto – generato dall’azienda sull’economia italiana è stato di 505 milioni di euro. “Il ruolo delle Scienze della vita per la crescita della nazione italiana – sottolinea Marcello Cattani, Presidente e AD di Sanofi Italia e Malta – è centrale. Oggi complessivamente circa il 12% del Pil afferisce ai settori delle scienze della vita. Ma oltre a un impatto diretto sul Pil c’è un tema legato al valore aggiunto, alla ricerca e sviluppo e se prendiamo l’industria farmaceutica, che oggi è il primo settore manifatturiero della nazione, investe ogni anno oltre 4 miliardi di euro in ricerca scientifica, tecnologia industriale e quindi innovazione”.

Le attività di Sanofi in Italia attivano circa 4.200 posti di lavoro lungo tutta la filiera. Con un effetto moltiplicatore di circa 2 persone in più impiegate in Italia per ogni dipendente dell’azienda. “L’Italia è importante per Sanofi e Sanofi è importante per l’Italia – aggiunge Cattani – e quindi guardiamo l’Italia con grande fiducia e confidenza rispetto alla possibilità di continuare questo viaggio, dove per essere leader servono diverse riforme che il governo sta portando avanti”.