"I magistrati hanno ottenuto una sorta di diritto di veto che durerà anni". E' duro con tutti, Stefano Ceccanti: con la maggioranza, con il Partito democratico per cui è stato deputato, con quelli del No al referendum sulla giustizia. "Politicizzare il voto", spiega il costituzionalista intervistato da La Stampa, ha spinto gli elettori a mobilitarsi contro la riforma. Il governo andrà avanti, "ma ora si archivia la legge elettorale".

"Il referendum senza quorum spinge gli elettori a votare soprattutto se c'è conflitto politico, perché si sa che ogni voto è decisivo e tutti sono spinti ad andare a votare - premette Ceccanti -. È stato così per tutti e tre i referendum costituzionali con conflitto politico molto acceso: nel 2006 per Berlusconi, nel 2016 per Renzi e nel 2026 per Meloni".

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"L'esito è oltre ogni aspettativa, calcolando da dove siamo partiti, e anche l'affluenza alle urne d...

In una prima, sommaria analisi del voto "ci si doveva aspettare un flusso di consensi verso il Sì dall'opposizione perché questa riforma era figlia di una tradizione garantista liberale - sottolinea l'ex onorevole -. Abbiamo visto però che, oltre al flusso in entrata, c'è stato un flusso in uscita da parte di pezzi della maggioranza verso il No". Uno scostamento frutto di una tradizione giustizialista che attraversa tutta la politica italiana.