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23 MARZO 2026
Ultimo aggiornamento: 20:58
“Il postino suona sempre due volte. La prima volta ha già suonato con lo scambio di azioni tramite CDP. Questa volta sfonda la porta e si vuole portare via tutta Tim”. La battuta è di Carlo Alberto Carnevale Maffè, docente di strategia alla Sda Bocconi che ha commentato con Class Cnbc la rinazionalizzazione di Telecom Italia tramite Poste Italiane. E, pur riconoscendo i meriti industriali dell’operazione, ha messo subito il dito nella piaga, che lui chiama “la componente critica”, cioè la “nazionalizzazione indiretta” di Tim. “Quella sfortunata privatizzazione di quasi 30 anni fa finisce oggi ingloriosamente, posso dire, perché il mercato italiano non ha saputo e anche quello europeo, affrontare il tema della telecomunicazioni in maniera corretta. C’è una bella responsabilità, se posso dire, anche del regolatore italiano che ha di fatto penalizzato i risultati economici degli operatori di telecomunicazioni. Insomma, di fatto quasi tutti quasi tutti perdono soldi perché abbiamo le tariffe più basse d’Europa, per cui questo rientro dello Stato sotto il territorio delle telecomunicazioni è una notizia non buona per il mercato. Di fatto si va verso una situazione in cui l’arbitro fa anche da giocatore“.














