Dati di affluenza molto interessanti e addirittura spiazzanti nella prima giornata di voto al referendum giustizia. Di più: code ai seggi, e anche una certa ressa presso gli uffici comunali e i municipi - già da sabato - per recuperare la propria tessera elettorale eventualmente smarrita. A questo punto, non è fuori dalla realtà pensare a un'affluenza finale del 60% oggi alle 15. Le previsioni della vigilia attribuivano maggiori speranze al Sì in caso di partecipazione più elevata. Ma confesso un certo grado di prudenza: in questi casi si tratta di capire chi si sia più mobilitato, quali argomenti abbiano smosso i cuori - più che le menti - e tutto è davvero possibile. Certo, con questi numeri la vittoria e la sconfitta peseranno di più: nessuno potrà parlare di una consultazione ignorata dagli italiani. Fino a sette-dieci giorni fa, prima che Giorgia Meloni facesse sentire chiaramente la sua voce, ero piuttosto pessimista: pur tra bufale e fake news clamorose, la campagna del No era stata mobilitante, mentre quella del Sì era parsa un po' legnosa e fredda. Lo squilibrio televisivo a favore del No stava facendo il resto. Nell'ultima settimana, invece, nonostante tutto, ho avuto la netta sensazione di un'inversione di tendenza: vedremo oggi se, come spero, sarà stata sufficiente.
Coraggio Italia: tutti in coda per conquistare maggiore libertà (speriamo). Voto e Iran, non vinca l'odio in sé
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