Domenica 22 marzo (dalle 7 alle 23) e lunedì 23 (dalle 7 alle 15) urne aperte per votare al referendum confermativo della riforma costituzionale sulla separazione delle carriere dei magistrati. Il referendum costituzionale sulla riforma della giustizia è già entrato nella sua fase più insidiosa: quella dei numeri. E i numeri dicono una cosa netta: l’esito non dipenderà tanto da chi è convinto, quanto da chi si presenterà al seggio. L’affluenza torna a essere la variabile politica decisiva.

Quali partiti sostengono il Sì?

Tutti i partiti del centrodestra (Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia e Noi Moderati) sono schierati per il sì. Nel campo del sostegno alla riforma si colloca anche Roberto Vannacci, leader del movimento Futuro Nazionale. Inoltre Carlo Calenda, leader di Azione, si è espresso a favore del “Sì”.

Quali partiti sostengono il No?

Per il No si schiera gran parte delle forze di opposizione. La segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein, è tra le principali voci del “No”, anche se qualche esponente del Pd di area riformista si è schierato apertamente per il sì. Contrario anche il Movimento 5 Stelle guidato da Giuseppe Conte. Nel campo del “No” si colloca inoltre Alleanza Verdi e Sinistra, guidata da Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni.