A ciascuno i suoi numeri. A poco più di un mese dall’apertura delle urne - il voto è fissato per domenica 22 e lunedì 23 marzo - i sondaggi sul referendum sulla riforma della giustizia hanno un solo elemento in comune: la condivisione dell’incertezza sull’esito della partita. Mai come questa volta, i rapporti di forza finali saranno influenzati dalla partecipazione al voto. Sarà l’affluenza a decidere se la separazione delle carriere dei magistrati, lo sdoppiamento del Csm e l’istituzione dell’Alta corte disciplinare vedranno la luce.

Prendiamo la rilevazione, diffusa ieri su SkyTg24, elaborata da YouTrend. Il risultato cambia a seconda di quanti italiani si recheranno ai seggi. In caso di alta partecipazione al voto- vicina al 60%- sarebbero i Sì a spuntarla: 51% contro 49%. Se, viceversa, l’affluenza fosse più bassa, ad esempio del 48%, ecco che sarebbero i No a prevalere, con il 51,5% contro il 48,5%. Quale che sia lo scenario, tuttavia, YouTrend registra, rispetto al sondaggio precedente (dell’11 febbraio), un’avanzata del No.

REFERENDUM GIUSTIZIA, L'ANM DICE "NO" SOLO PER TENERE 9MILA TOGHE IN SUO POTERE

Caro Direttore, anche alla luce delle precisazioni fatte dal presidente Mattarella, che non sono state una sponsorizzazi...